Sia nell’analisi dell’opera di Albert Edelfelt che in quella di Vincent Van Gogh, si nota che la rappresentazione è strettamente legata alla tecnica utilizzata.
Analisi delle opere di Albert Edelfelt e Vincent Van Gogh. Ho realizzato due disegni ad acquerello e pastelli a olio durante una delle lezioni che tengo a Parigi.
Sia nell’analisi dell’opera di Albert Edelfelt che in quella di Vincent Van Gogh, si nota che la rappresentazione è strettamente legata alla tecnica utilizzata.
Albert Edelfelt, Pyökkimetsää, 1901, Finnish National Gallery, Helsinki
Nel caso di A. Edelfelt, l’artista ha iniziato con un disegno a grafite, per poi passare all’acquerello, quindi a una materia trasparente, per infine apportare ritocchi coprenti. Si tratta di una tecnica delicata, poiché occorre evitare di caricare eccessivamente di colore le parti dalle tonalità chiare, per non appannarne la luminosità.
Vincent van Gogh, Olivi, 1889, olio su tela, 72 × 92 cm, Musée Kröller-Müller, Otterlo
Nel caso di Van Gogh, dove si ha a che fare con colori a olio opachi, e nel mio caso, dove utilizzo i pastelli, anch’essi opachi e a olio, si vede come l’artista possa aggiungere colori chiari sovrapponendoli alla massa formata dai colori più scuri. La densità della materia pittorica è, a mio avviso, alla base dell’unicità e della modernità dell’opera di Vincent Van Gogh.
Volendo sperimentare le varie forme con cui si può disegnare o dipingere un albero, ho trovato questa bella serie nell’ottimo blog Didatticarte di Emanuela Pulvirenti. Spero che possa ispirare anche voi.
Invertendo (capovolgendo) i suoi quadri, l’artista riesce ad enfatizzare l’arrangiamento dei colori e della forma, ed a porre a confronto l’osservatore alla superficie dell’immagine, più che al contenuto.
”Sono nato in un ordine distrutto, in un paesaggio distrutto, tra persone distrutte, in una società distrutta. Non ho voluto ristabilire un ordine. Ho visto abbastanza del cosiddetto ordine. Sono stato forzato a mettere tutto in discussione, ad essere ‘naive’, a ricominciare di nuovo.”
Baselitz ha vissuto attraverso la sofferenza e la demolizione della Seconda Guerra Mondiale. Il concetto di decostruzione giocherà un ruolo significativo nella sua vita e nel suo lavoro.
Negli anni sessanta è divenuto noto per i suoi dipinti figurativi fortemente espressivi. Disegnando a partire da una miriade di influenze (inclusi il periodo manierista e la scultura africana) svilupperà il suo personale linguaggio artistico.
« Chambre à coucher » (1975), huile et charbon sur toile, collection particulière. GEORG BASELITZ, 2018/PHOTO : JOCHEN LITTKEMANN
Disgregando ogni ordine prestabilito e rompendo la convenzionale idea di perfezione, Baselitz ha trasformato le sue premesse personali nelle linee guida della sua arte.
Ha continuato a invertire tutti i suoi dipinti (che è solito capovolgere), elemento divenuto portante all’interno del suo lavoro.
Dopo aver fatto ritorno nella Berlino est, vent’anni dopo la guerra, tra il 1965 ed il 1966, Baselitz crea la serie di Eroi (Helden), che includeva la composizione di largo formato I grandi amici (Die großen Freunde). Tali immagini rappresentavano metaforicamente l’uomo che, non avendo né nazionalità né un legame ad un luogo, abbandona l’idea megalomane ed illusoria del Terzo Reich con la sua apparenza desolata, danneggiata. L’eroe di Baselitz appare solitamente da solo in un paesaggio sterile, con gambe e braccia nude, un personaggio con riferimenti autobiografici che partono dal ricordo dell’infanzia dell’artista. Nel primo 1969 avrebbe prodotto altrettante immagini di largo formato, come Forestali (Waldarbeiter) come parte di un gruppo di immagini conosciute come Fratture (Frakturbilder).
Dipinti invertiti
Sulla base delle sue Fratture, Baselitz usava i dipinti di Louis-Ferdinand von Rayski, dall’infanzia alla scuola elementare, come modello, in modo da potere arrivare alla sua prima immagine contenente un soggetto invertito: Il bosco a testa in giù (Der Wald auf dem Kopf).
Invertendo (capovolgendo) i suoi quadri, l’artista riesce ad enfatizzare l’arrangiamento dei colori e della forma, ed a porre a confronto l’osservatore alla superficie dell’immagine, più che al contenuto.
In questo senso, i dipinti sono vuoti e non soggetti ad interpretazione.
Immagini: – « Chambre à coucher » (1975), huile et charbon sur toile, collection particulière. GEORG BASELITZ, 2018/PHOTO : JOCHEN LITTKEMANN – https://www.lemonde.fr/arts/article/2018/01/24/arts-georg-baselitz-de-haut-en-bas_5246194_1655012.html – Georg Baselitz, Wir besuchen den Rhein I, 1996 – https://blog.artsper.com/fr/la-minute-arty/10-choses-a-savoir-sur-baselitz/
“Autosufficienza locale, decentralizzazione, futuro sostenibile, cambiamento sociale, pace, creazione di posti di lavoro, uso del suolo, uso dell’acqua, innovazione basata sulla comunità, sistemi rinnovabili…”. In questi tempi bui, ritrovo questo bellissimo disegno pieno di speranza di Robert Crumb. Era il 1983 e Mr. Natural sapeva già quale strada intraprendere.
“All’inizio degli anni ’80, Crumb era volontario per un giornale locale bimestrale intitolato Winds of Change (pubblicato a Davis, in California). Il suo coinvolgimento in questo giornale gli ha permesso di familiarizzare con le importanti questioni ambientali dell’epoca, che ovviamente sono ancora attuali. Ma era in anticipo sui tempi. Ecco un disegno di Mr. Natural che ha realizzato nel 1983.”*
Da sempre amante di Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll, sono stato felice di scoprire che una delle sue più gloriose declinazioni creative è stata realizzata dall’artista finlandese di lingua svedese Tove Jansson, l’autrice di Moomin.
Da sempre amante di Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll, sono stato felice di scoprire che una delle sue più gloriose declinazioni creative è stata realizzata dall’artista finlandese di lingua svedese Tove Jansson, l’autrice di Moomin.*
“Nel 1959, tre anni prima della pubblicazione delle sue splendide illustrazioni per Lo Hobbit e quasi due decenni dopo la nascita dei suoi iconici personaggi Moomin, Jansson fu incaricata di illustrare un’edizione svedese, ormai rara, de Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie (biblioteca pubblica), creando una sublime esperienza fantastica che fonde il Paese delle Meraviglie di Carroll con la Valle dei Moomin di Jansson. L’editore, Åke Runnquist, ha pensato che la Jansson fosse perfetta per il progetto, dato che in precedenza aveva illustrato una traduzione svedese de La caccia allo Snark di Carroll – il libro del 1874 in cui la parola “snark” ha effettivamente avuto origine – su richiesta dello stesso Runnquist.
Quando Runnquist ricevette le illustrazioni finite nell’autunno del 1966, inviò immediatamente un telegramma entusiasta alla Jansson: “Congratulazioni per Alice – hai prodotto un capolavoro”.”
Alice’s Adventures in Wonderland illustrated by Tove Jansson was long unavailable in North America, but the wait is over! Published by New York Review Books, you can order this treasure from the 29th October 2024. The book is also now available for order in France! Alice’s Adventures in Wonderland was released in French in October 2024 by Éditions Cambourakis. In the UK, you can order the book from the Moomin Shop.
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