
(Kamenz, 23 gennaio 1938 – 30 aprile 2026)
”Sono nato in un ordine distrutto, in un paesaggio distrutto, tra persone distrutte, in una società distrutta. Non ho voluto ristabilire un ordine. Ho visto abbastanza del cosiddetto ordine. Sono stato forzato a mettere tutto in discussione, ad essere ‘naive’, a ricominciare di nuovo.”
Baselitz ha vissuto attraverso la sofferenza e la demolizione della Seconda Guerra Mondiale. Il concetto di decostruzione giocherà un ruolo significativo nella sua vita e nel suo lavoro.
Negli anni sessanta è divenuto noto per i suoi dipinti figurativi fortemente espressivi. Disegnando a partire da una miriade di influenze (inclusi il periodo manierista e la scultura africana) svilupperà il suo personale linguaggio artistico.

Disgregando ogni ordine prestabilito e rompendo la convenzionale idea di perfezione, Baselitz ha trasformato le sue premesse personali nelle linee guida della sua arte.
Ha continuato a invertire tutti i suoi dipinti (che è solito capovolgere), elemento divenuto portante all’interno del suo lavoro.
Dopo aver fatto ritorno nella Berlino est, vent’anni dopo la guerra, tra il 1965 ed il 1966, Baselitz crea la serie di Eroi (Helden), che includeva la composizione di largo formato I grandi amici (Die großen Freunde). Tali immagini rappresentavano metaforicamente l’uomo che, non avendo né nazionalità né un legame ad un luogo, abbandona l’idea megalomane ed illusoria del Terzo Reich con la sua apparenza desolata, danneggiata. L’eroe di Baselitz appare solitamente da solo in un paesaggio sterile, con gambe e braccia nude, un personaggio con riferimenti autobiografici che partono dal ricordo dell’infanzia dell’artista. Nel primo 1969 avrebbe prodotto altrettante immagini di largo formato, come Forestali (Waldarbeiter) come parte di un gruppo di immagini conosciute come Fratture (Frakturbilder).
Dipinti invertiti
Sulla base delle sue Fratture, Baselitz usava i dipinti di Louis-Ferdinand von Rayski, dall’infanzia alla scuola elementare, come modello, in modo da potere arrivare alla sua prima immagine contenente un soggetto invertito: Il bosco a testa in giù (Der Wald auf dem Kopf).
Invertendo (capovolgendo) i suoi quadri, l’artista riesce ad enfatizzare l’arrangiamento dei colori e della forma, ed a porre a confronto l’osservatore alla superficie dell’immagine, più che al contenuto.
In questo senso, i dipinti sono vuoti e non soggetti ad interpretazione.
Testo:
– https://it.wikipedia.org/wiki/Georg_Baselitz
Immagini:
– « Chambre à coucher » (1975), huile et charbon sur toile, collection particulière. GEORG BASELITZ, 2018/PHOTO : JOCHEN LITTKEMANN – https://www.lemonde.fr/arts/article/2018/01/24/arts-georg-baselitz-de-haut-en-bas_5246194_1655012.html
– Georg Baselitz, Wir besuchen den Rhein I, 1996 – https://blog.artsper.com/fr/la-minute-arty/10-choses-a-savoir-sur-baselitz/