In occasione dell’uscita del film di Nan Goldin All the beauty and the bloodshed, propongo questi disegni realizzati durante la proiezione alla Philarmonie de Paris nel 2015, con le musiche dei Tiger Lillies.
The Ballad of Sexual Dependency Drawings on Sketchbook Pen and Ink 2015
“The Ballad of Sexual Dependency, realizzata tra il 1979 e il 1986, è una delle prime serie fotografiche di Nan Goldin, ma rimane ancora oggi, e a ragione, la più nota di tutte le sue opere. La proiezione di diapositive su un grande schermo è accompagnata dai Tiger Lillies. Trio musicale londinese, sono cupi, provocatori e blasfemi, fanno eco con la loro ispirazione brechtiana che si adatta perfettamente alle immagini. The Ballad of Sexual Dependency è un capolavoro, un’autentica cronaca dei tempi moderni.”*
Comprising almost 700 snapshot-like portraits sequenced against an evocative music soundtrack, Nan Goldin’s The Ballad of Sexual Dependency is a deeply personal narrative, formed out of the artist’s own experiences around Boston, New York, Berlin, and elsewhere in the late 1970s, 1980s, and beyond. Titled after a song in Bertolt Brecht and Kurt Weill’s The Threepenny Opera, Goldin’s Ballad is itself a kind of downtown opera; its protagonists—including the artist herself—are captured in intimate moments of love and loss. They experience ecstasy and pain through sex and drug use; they revel at dance clubs and bond with their children at home; and they suffer from domestic violence and the ravages of AIDS. “The Ballad of Sexual Dependency is the diary I let people read,” Goldin wrote. “The diary is my form of control over my life. It allows me to obsessively record every detail. It enables me to remember.”**
Nan Goldin, fotografia
The Tiger Lillies Martyn Jacques, Adrian Stout, Jonas Golland
Quali storie straordinarie ci raccontano le opere d’arte? Perché e come sono state realizzate? Stefano Zago, artista, architetto e storico dell’arte, ci guida attraverso le vite e i periodi storici che hanno prodotto opere celebri e meno note. Lo fa disegnando e invitando i suoi spettatori, esperti e non, a disegnare con lui. In un’atmosfera conviviale e rilassante, esploreremo insieme le immagini e, disegnandole, proveremo a comprenderne il meccanismo.
Programma (gli incontri potranno subire delle variazioni)
orario – i lunedì dalle 21 alle 22:30 Le lezioni vengono registrate e gli iscritti avranno la possibilità di seguire o di rivedere la lezione.
1.lunedì 9 maggio 2022 Le passioni e la fede, il denaro e la guerra – PAOLO UCCELLO e PIERO della FRANCESCA, GIORGIONE e CARPACCIO 2.lunedì 16 maggio Dall’immagine al concetto – MARCEL DUCHAMP 3.lunedì 23 maggio L’Est, ponte tra le culture – LE ICONE , MALEVIC, ROTHKO, TARKOWSKY 4.lunedì 30 maggio Il mondo in un quadro – IL CAPPELLO di VERMEER 5.lunedì 6 giugno L’emozione e il concetto – la fotografia di SEBASTIÃO SALGADO e UGO MULAS
Un ciclo di incontri realizzato in collaborazione con l’associazione ONDA CREATIVA di PADOVA
tecnica – mista/libera (matite-penne-pastelli a colori-pennarelli-inchiostro di china, quello che più ci piace…) su carta (piccolo formato) o carnet.
livello – base / per principianti e esperti
Contributo Gli incontri sono GRATUITI È possibile sostenere l’iniziativa con un’offerta libera e/o acquistando un’opera dell’AUTORE. Per tutti gli importi, fai la tua scelta nella BOUTIQUE (in preparazione).
Materiale Piena libertà, ma potete trovare qualche consiglio QUI
Feedback dall’insegnante Consigli e correzione GRATUITA per MAIL dei disegni realizzati (max 1 invio a settimana)
Modalità
Il corso si svolgerà online in diretta privata tramite la piattaforma Zoom. Ad ogni lezione verrà fornita agli iscritti la password per accedere. Gli iscritti dovranno essere in possesso di un dispositivo (computer o tablet) e di un collegamento veloce a internet (ADSL o fibra). Se per qualsiasi motivo non si possa trasmettere on line, verrà indicata una nuova data.
Se volete approfondire i temi e sperimentare con me, seguite il mio corso online di COMPOSIZIONE e ATELIER di DISEGNO con ONDA CREATIVA
A Parigi dal 2007, fin dalla gioventù il disegno, la pittura e lo studio della storia dell’arte sono per me una vera passione. Artista, grafico, autore di fumetti, insegnante di disegno, di storia dell’arte e architetto professionista, pratico il disegno in tutte le sue forme, dal fumetto, all’illustrazione, alle arti grafiche. Come “Urban Sketcher” (disegnatore urbano su carnet) riporto il mondo che mi circonda sui miei quaderni, inseparabili compagni di viaggio. Forte di molte collaborazioni con artisti, istituzioni e con gli.le appassionat.e.i dalle arti, considero la pratica artistica collettiva come un momento di incontro dove posso condividere le mie conoscenze.
Innanzitutto vediamo di riassumere alcuni concetti. La scelta che vi propongo non è assolutamente rigida ed esaustiva, tutto il contrario. Io stesso sono curioso di conoscere sempre più nuovi materiali per il disegno, e spesso mi scopro ad usare penne e carta trovati per caso. Poi sicuramente mi dimenticherò qualcosa, dato che sono maledettamente sbadato.
Quindi MASSIMA LIBERTÀ!
Un urban sketcher disegna all’aperto, in posizione a volte non proprio comoda. Quindi ha bisogno di materiali che gli permettano di esprimersi nel disegno in libertà.
Ma veniamo allora ai materiali per disegnare in forma veloce ed espressiva.
Ho detto che si tratta di fare sketching veloce. Quindi cose semplici. Le matite – (io utilizzo una 2b o 3b, abbastanza morbida), con gomma e temperamatite. In verità la gomma in questi casi quasi non la uso. E non cancello. Quando fai la lista della spesa, se fai un errore, forse cancelli con la gomma? Siamo in un contesto simile, prendiamo delle note disegnate.
La penna – semplicissima (io amo le vecchie penne a sfera Bic, specie quando stanno finendo l’inchiostro). Delle penne a puta fine nera indelebile. Io uso lo spessore dallo 02 a 08 Unipin o Pigma. Ottima anche la punta BR (brush) morbida come un pennello.
Ah una matita a punta grossa, di quelle da falegname.
Poi uso una penna/pennello con cartucce a china. È la Paintbrush, della marca Pentel. Se non ce l’hai puoi disegnare a china con il pennino o con un pennello adeguato. Sempre secondo i tuoi gusti e comodità.
Volete farvi un regalo? La penna Pentel Energel, con punta metallicamorbida e precisa insieme. Questa ha dei refill ad inchiostro molto nero, e il segno è preciso e non reagisce all’acqua, quindi perfettamente acquarellabile. Se la penna è costosetta, puoi comunque cercare una vecchia penna che sia adatta per inserirvi i refill. Io lo ho fatto e ora ho due penne.
Per il colore sempre all’insegna della semplicità e del budget ridotto, uso matite colorate acquarellabili + un pennello con serbatoio per l’acqua. Ovviamente puoi usare anche semplicemente gli acquarelli.
Uso anche semplici pennarelli. Non occorre una gamma molto ampia. Io resto sui 12-15 colori.
E veniamo alla CARTA
Vi propongo della carta di piccolo formato, per restare sull’essenziale e non perdersi in dettagli. Io durante i miei webinar utilizzo dei fogli di formato A4 piegati in 2. Cercate della carta che vi dia piacere. La normale carta A4 da fotocopie può non darvi la giusta emozione.
Oppure i carnet. Libretti A5 o A6, a libro o a spirale. Io utilizzo i Moulin Du Coq, carta da 140 grammi, buon rapporto qualità prezzo. Prodotti da Hahnemühle.
Sei vai forte di acquarello, puoi usare un blocco di fogli unito a spirale. Direi 350 grammi. Oppure un bel blocco Moulin Du Coq 425 g/m² – Edition anniversaire di Hahnemühle.
Mi pare che sia abbastanza, sicuramente poco nel grande mare dei prodotti per l’arte e la creatività. Comunque un buon inizio per informarvi sui modi migliori per disegnare.
In un nuovo ciclo di 4 lezioni ho proposto degli strumenti per comprendere come gli artisti hanno costruito le loro immagini in modo da poter migliorare la composizione delle nostre stesse opere, siano dei disegni, delle pitture o semplicemente delle fotografie prese con il telefono.
Abbiamo studiato* il metodo di composizione dell’immagine per GRIGLIE e parlato della misteriosa e affascinante PROPORZIONE AUREA.
L’articolo completo, per motivi di rispetto dei diritti delle immagini è disponibile solo per gli iscritti al corso di Onda Creativa.
I ricercatori del progetto Heteropolitics incontrano a Padova la Rete Beni Comuni e la cittadinanza sabato 22 gennaio 2022.
In preparazione all’incontro, un contributo scritto da Maria Desiderio, Valentina Romanin e Alessio Surian.
“Le energie di cambiamento mosse dal sistema dei beni comuni fermentano e si agitano soprattutto in due sfere del nostro presente storico. Primo, in una pluralità di lotte sociali, movimenti e iniziative civiche, che si battono per i beni comuni contro vecchi o nuovi recinti, creando attivamente nuovi beni comuni, pratiche e spazi; e spesso si coalizzano e mobilitano esplicitamente sotto il termine ombrello di “beni comuni”. In secondo luogo nelle nuove tecnologie digitali e in Internet: non solo hanno permesso la produzione di nuovi beni comuni digitali, come il software libero (Linux ecc.) e Wikipedia. Hanno generato, probabilmente, un nuovo modo emergente di produzione, che può essere in grado di innescare una transizione storica verso una società basata sui beni comuni.” Da HETEROPOLITICS. Refiguring the Common and the Political
Heteropolitics è un progetto di ricerca collettiva euromediterranea che ha avuto luogo tra Italia, Spagna e Grecia fra il 2018 e il 2020. Si è dato l’obiettivo di affrontare l’ampio e articolato tema dei beni comuni e di come le pratiche ad essi legate abbiano un peso di reale trasformazione all’interno di sempre più rigide logiche di controllo sociale.
Il progetto si è sviluppato partendo dalla necessità di riconfigurare e ridefinire, dunque, il concetto stesso di politica: hetero in greco vuol dire proprio altra. Pensare un’altra politica partendo dall’indagine sul Common(s): i beni collettivi democraticamente condivisi e co-gestiti e il potenziale cambiamento concreto che essi comportano sono stati il fil rouge dell’intero lavoro di ricerca sia nel suo impianto teorico che in quello più concreto, costituito dal focus su alcuni casi studio presi in esame in ciascuno dei tre Paesi.
All’interno del progetto Heteropolitics, Alexandros Kioupkiolis ha analizzato i tentativi di combinare una potente capacità di azione collettiva con una politica di uguaglianza e processi decisionali inclusivi, differenziando quindi i significati e le modalità della leadership. Una questione chiave è come la leadership possa essere collettivizzata, equamente distribuita e guidata da molti e dal basso.
Kioupkiolis osserva che (a) l’approccio organizzativo chiave attraverso il quale l’attivismo contemporaneo cerca di collettivizzare il potere politico sono assemblee aperte quali sedi dei processi decisionali; (b) i media digitali contemporanei hanno permesso una tecnopolitica che rende “comune” la leadership dando alle persone comuni la possibilità di avviare, comunicare e coordinare azioni di massa indipendentemente da posizioni di leadership e da altri mezzi tradizionali di comunicazione; (c) specifici dispositivi istituzionali e pratiche organizzative possono imporre una maggiore trasparenza e sollecitare la costante responsabilità personale dei leader nei confronti delle loro comunità, che rimangono così i luoghi fondamentali del processo decisionale e contribuiscono a generare impegno in progetti collettivo di cambiamento. Tali dispositivi includono mandati determinati e vincolati, l’uso del sorteggio e della rotazione per distribuire i vari compiti da assegnare (per esempio per gli incarichi di portavoce e i ruoli di coordinamento), la revocabilità dei ruoli; (d) affrontare le asimmetrie di potere insistendo sulla chiarezza e sulla riflessività della leadership; (e) l’idea di sottoporre le proposte di politiche e di azione al consenso popolare piuttosto che imporle dall’alto; (f) la “femminilizzazione della politica” con l’empowerment e l’inclusione delle donne nella leadership politica.
Come possono contribuire i beni comuni a riconfigurare le politiche democratiche?
I beni comuni sono eterogenei, complessi e tra loro interconnessi: pur potendo dividere i beni comuni in naturali e culturali (o anche: materiali e immateriali), non va perso di vista come in ogni bene comune vi sia una doppia componente (materiale e immateriale). Per la comprensione dei fenomeni sociali e delle pratiche attuate in diverse nazioni europee è necessario che vi sia interazione tra l’ambito politico e altri approcci come quello antropologico ed etnografico.
Questa modalità caleidoscopica offre opportunità per includere nella stessa cornice esperienze molto diverse tra loro: dalla sperimentazione di pratiche sociali inclusive e auto organizzate intorno a un bisogno comune, come quelle portate avanti nel complesso contesto urbano di una metropoli come Barcellona in cui le comunità tra loro eterogenee partecipano direttamente allo sviluppo; alla sostenibilità e all’accessibilità di beni comuni basati sulla cura e sulle relazioni; a nuove forme di cooperativismo come quelle di Karditsa in Grecia; o la sfida del gruppo Sarantaporo.gr di portare una rete wireless gratuita accessibile e democratica sviluppata collettivamente in un territorio naturalisticamente impervio, sempre in Grecia. Infine il percorso politico e sociale che si è sviluppato in Italia a partire dalla campagna referendaria sull’acqua bene comune, che tutti conosciamo, e che ha fatto germinare molteplici strade con un’importante riflessione sul tema della gestione degli spazi e di come le comunità possano sperimentare nuove forme di autogoverno.
La strada per una democrazia nuova, per un’altra democrazia appunto più orizzontale e inclusiva, è certamente un percorso impervio, difficile, ma necessario: è auspicabile che ricerche come quella di Heteropolitics si moltiplichino eccedendo un ambito strettamente accademico, e che possano essere una fonte e uno spunto ulteriore per i movimenti sociali e per tutte le comunità che nel concreto, quotidianamente, praticano il bene comune spinti dal desiderio di contribuire al cambiamento.
I rapporti di ricerca e gli articoli del progetto sono disponibili sul sito heteropolitics.net.
«L’architettura è un linguaggio molto difficile da comprendere, è misterioso, a differenza delle altre arti, della musica in particolare.»È in questo territorio che ci inoltreremo, in compagnia di Carlo Scarpa.
«L’architettura è un linguaggio molto difficile da comprendere, è misterioso, a differenza delle altre arti, della musica in particolare.»È in questo territorio che ci inoltreremo, in compagnia di Carlo Scarpa e di Ondacreativa.
I DISEGNI REALIZZATI
Per garanzia a chi detiene i diritti e agli autori ricordo che le immagini e i media seguenti sono pubblicate senza fini di lucro, a fini didattici e sono destinate ai soli iscritti ai webinar “La storia dell’arte disegnata con Stefano Zago” . Ne è vietata la riproduzione.
Le risorse complete comprese le immagini utilizzate e il video del corso, sono a disposizione degli iscritti ai webinar La STORIA dell’ARTE DISEGNATA con STEFANO ZAGO In partenariato con l’Associazione ONDA CREATIVA
Un coltello piantato nel quadro, una bottiglia che entra nello sfondo. Rappresentare il volume su una superficie apre ad un universo d’ambiguità.
Un coltello piantato nel quadro, una bottiglia che entra nello sfondo. Rappresentare il volume su una superficie apre ad un universo d’ambiguità.
I DISEGNI REALIZZATI
Per garanzia a chi detiene i diritti e agli autori ricordo che le immagini e i media seguenti sono pubblicate senza fini di lucro, a fini didattici e sono destinate ai soli iscritti ai webinar “La storia dell’arte disegnata con Stefano Zago” . Ne è vietata la riproduzione.
Le risorse complete comprese le immagini utilizzate e il video del corso, sono a disposizione degli iscritti ai webinar La STORIA dell’ARTE DISEGNATA con STEFANO ZAGO In partenariato con l’Associazione ONDA CREATIVA
Le risorse complete comprese le immagini utilizzate e il video del corso, sono a disposizione degli iscritti ai webinar La STORIA dell’ARTE DISEGNATA con STEFANO ZAGO In partenariato con l’Associazione ONDA CREATIVA
*Le risorse complete comprese le immagini utilizzate e il video del corso, sono a disposizione degli iscritti ai webinar “La STORIA dell’ARTE DISEGNATA con STEFANO ZAGO” In partenariato con l’Associazione ONDA CREATIVA
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