GIARDINO MONUMENTALE DI VALSANZIBIO

previous arrowprevious arrow
01-doppia
next arrownext arrow

VALSANZIBIO MONUMENTAL GARDEN
Photographs
Digital retouching
2025


Per quest’anno nuovo ho intenzione di lavorare sulla composizione dell’immagine, non solo in termini di geometrie ed equilibri, ma anche interpellando la luce e il colore. È per questo che in una bella giornata di dicembre ho potuto visitare con calma e scattare qualche immagine di questo bel giardino, di oltre 350 anni.

E’ un luogo concepito come passeggiata allegorica per trasmettere al visitatore un messaggio positivo, di una vita dove le difficoltà si affrontano e dove una soluzione c’è sempre, una vita dove ogni tanto è bene fermarsi a meditare, una vita dove il tempo è prezioso e va vissuto intensamente, con gioia.

Venne realizzato tra il 1665 ed il 1696 da una delle più ricche ed importanti famiglie Veneziane, la famiglia Barbarigo, come voto per sconfiggere la Peste del 1630/31.

In questo Giardino c’è un labirinto in bossi di oltre 400 anni, probabilmente il più antico al mondo del suo genere, e ci sono pareti di bosso alte fino a 5 metri, uniche al mondo. Ci sono alberi dai 300 ai 900 anni d’età, esemplari secolari provenienti da quattro continenti (Asia, America, Africa e Europa).
L’intento, dei proprietari, la famiglia Pizzoni Ardemani, è di proteggere e tutelare questo patrimonio storico, artistico e botanico.
I visitatori e le ditte che vengono e verranno a Valsanzibio danno un concreto e prezioso aiuto nel mantenimento di questo luogo Patrimonio dell’Umanità.

(Testo: in parte da https://www.valsanzibiogiardino.com)

Paessaggio istantaneo

Paesaggio istantaneo
Digigrafia da fotogramma realizzato all’autore
18×18 cm (stampa 21×29,7 cm)
2017 – 2022

Un’immagine fotografica ottenuta senza l’uso di una macchina fotografica, mettendo degli oggetti su una superficie fotosensibile ( la carta fotografica o la pellicola) e poi esponendola direttamente alla luce.

Ispirata al lavoro di Man Ray, la “Rayografia”, che prende il suo nome, è una “Fotografia ottenuta semplicemente interponendo l’oggetto tra la carta sensibile e la fonte di luce. Dice Man Ray: « Catturate in momenti di distacco visivo, durante periodi di contatto emotivo, queste immagini sono le ossidazioni di residui, fissati dalla luce e dalla chimica, di organismi viventi. ” (- citazione di Man Ray, Autoritratto, 1963, Actes Sud, 1998).

Infatti se osservate bene il piccolo punto bianco, si tratta di un minuscolo insetto che passava davanti alla sorgente luminosa.