Conférences – Ateliers d’Histoire et Techniques de l’Art – 2023/24 STEFANO ZAGO
01 – 15/09 2023 – INTRODUCTION – LE NOMBRE D’OR 02 – 22/09 2023 – LA GRILLE – JOHANNES VERMEER 03 – 29/09 2023 – CENTRE ET PERSPECTIVE 04 – 06/10 2023 – LA PERIPHERIE DE L’IMAGE 05 – 13/10 2023 – LA COULEUR 1 06 – 20/10 2023 – LA COULEUR 2 07 – 10/11 2023 – LES CARNETS DES ARTISTES 08 – 17/11 2023 – PETITE HISTOIRE DE LA BANDE DESSINÉE 09 – 24/11 2023 – LA FORME DE L’ŒUVRE – LE RECTANGLE 10 – 11/12 2023 – LE CADRE 11 – 08/12 2023 – PROFONDEUR 12 – 15/12 2022 – MONOGRAPHIE : STANLEY KUBRICK 13 – 22/12 2023 – LA DIVINA COMMEDIA – De BOTTICELLI à DORÈ au MANGA 14 – 12/01 2024 – LA DISTANCE et LE DETAIL 15 – 19/01 2024 – ASTRATION et DYNAMIQUE 16 – 26/01 2024 – MONOGRAPHIE : WALT DISNEY et l’ANIMATION DES PERSONNAGES 17 – 02/02 2024 – HORS EUROPE – ANTROPHOLOGIE DU DESSIN 18 – 09/02 2024 – DU LIVRE ILLUSTRÉ À LA GRAPHIC NOVEL 19 – 01/03 2024 – COMPOSITION : LES LIGNES DE FORCE 20 – 08/03 2024 – MONOGRAPHIE : WARHOL ET BASQUIAT 21 – 15/03 2024 – LE POIDS ET L’ÉQUILIBRE 22 – 22/03 2024 – MONOGRAPHIE : PAUL KLEE 23 – 29/03 2024 – LA DROITE ET LA GAUCHE 24 – 05/04 2024 – JAPON – LE MANGA 25 – 26/04 2024 – LA DIAGONALE 26 – 03/05 2024 – LA NATURE MORTE – CHARDIN et MORANDI 27 – 17/05 2024 – ÉQUILIBRE DE L’IMAGE 28 – 24/05 2024 – De GIORGIONE AU PEUPLE ROMANI – LES NOMADES dans L’HISTOIRE 29 – 31/05 2024 – LE VIDE ET LE PLEIN 30 – 07/06 2024 – LA POSITION DE L’OBSERVATEUR 31 – 14/06 2024 – VIRTUAL SKETCHWALK – VENISE 32 – 21/01 2024 – CONFÉRENCE-ATELIER FINALE
ET ENCORE : ORSON WELLES – CHRISTO – VAN EYCK – LE MINIMALISME – DEGAS – PINOCCHIO – MOLIÈRE et le BAROQUE – PASOLINI et le MANIERISME – LE CINEMA JAPONAIS d’OZU – MATISSE – DOROTHEA LANGE – LART MEXICAINE – LES ESPAGNOLS – L’IMPRESSIONISME – LA RENAISSANCE – L’ARCHITECTURE – LA PHOTOGRAPHIE – MARCEL DUCHAMP …
“Le energie di cambiamento mosse dal sistema dei beni comuni fermentano e si agitano soprattutto in due sfere del nostro presente storico. Primo, in una pluralità di lotte sociali, movimenti e iniziative civiche, che si battono per i beni comuni contro vecchi o nuovi recinti, creando attivamente nuovi beni comuni, pratiche e spazi; e spesso si coalizzano e mobilitano esplicitamente sotto il termine ombrello di “beni comuni”. In secondo luogo nelle nuove tecnologie digitali e in Internet: non solo hanno permesso la produzione di nuovi beni comuni digitali, come il software libero (Linux ecc.) e Wikipedia. Hanno generato, probabilmente, un nuovo modo emergente di produzione, che può essere in grado di innescare una transizione storica verso una società basata sui beni comuni.” Da HETEROPOLITICS. Refiguring the Common and the Political
Heteropolitics è un progetto di ricerca collettiva euromediterranea che ha avuto luogo tra Italia, Spagna e Grecia fra il 2018 e il 2020. Si è dato l’obiettivo di affrontare l’ampio e articolato tema dei beni comuni e di come le pratiche ad essi legate abbiano un peso di reale trasformazione all’interno di sempre più rigide logiche di controllo sociale.
Il progetto si è sviluppato partendo dalla necessità di riconfigurare e ridefinire, dunque, il concetto stesso di politica: hetero in greco vuol dire proprio altra. Pensare un’altra politica partendo dall’indagine sul Common(s): i beni collettivi democraticamente condivisi e co-gestiti e il potenziale cambiamento concreto che essi comportano sono stati il fil rouge dell’intero lavoro di ricerca sia nel suo impianto teorico che in quello più concreto, costituito dal focus su alcuni casi studio presi in esame in ciascuno dei tre Paesi.
All’interno del progetto Heteropolitics, Alexandros Kioupkiolis ha analizzato i tentativi di combinare una potente capacità di azione collettiva con una politica di uguaglianza e processi decisionali inclusivi, differenziando quindi i significati e le modalità della leadership. Una questione chiave è come la leadership possa essere collettivizzata, equamente distribuita e guidata da molti e dal basso.
Kioupkiolis osserva che (a) l’approccio organizzativo chiave attraverso il quale l’attivismo contemporaneo cerca di collettivizzare il potere politico sono assemblee aperte quali sedi dei processi decisionali; (b) i media digitali contemporanei hanno permesso una tecnopolitica che rende “comune” la leadership dando alle persone comuni la possibilità di avviare, comunicare e coordinare azioni di massa indipendentemente da posizioni di leadership e da altri mezzi tradizionali di comunicazione; (c) specifici dispositivi istituzionali e pratiche organizzative possono imporre una maggiore trasparenza e sollecitare la costante responsabilità personale dei leader nei confronti delle loro comunità, che rimangono così i luoghi fondamentali del processo decisionale e contribuiscono a generare impegno in progetti collettivo di cambiamento. Tali dispositivi includono mandati determinati e vincolati, l’uso del sorteggio e della rotazione per distribuire i vari compiti da assegnare (per esempio per gli incarichi di portavoce e i ruoli di coordinamento), la revocabilità dei ruoli; (d) affrontare le asimmetrie di potere insistendo sulla chiarezza e sulla riflessività della leadership; (e) l’idea di sottoporre le proposte di politiche e di azione al consenso popolare piuttosto che imporle dall’alto; (f) la “femminilizzazione della politica” con l’empowerment e l’inclusione delle donne nella leadership politica.
Come possono contribuire i beni comuni a riconfigurare le politiche democratiche?
I beni comuni sono eterogenei, complessi e tra loro interconnessi: pur potendo dividere i beni comuni in naturali e culturali (o anche: materiali e immateriali), non va perso di vista come in ogni bene comune vi sia una doppia componente (materiale e immateriale). Per la comprensione dei fenomeni sociali e delle pratiche attuate in diverse nazioni europee è necessario che vi sia interazione tra l’ambito politico e altri approcci come quello antropologico ed etnografico.
Questa modalità caleidoscopica offre opportunità per includere nella stessa cornice esperienze molto diverse tra loro: dalla sperimentazione di pratiche sociali inclusive e auto organizzate intorno a un bisogno comune, come quelle portate avanti nel complesso contesto urbano di una metropoli come Barcellona in cui le comunità tra loro eterogenee partecipano direttamente allo sviluppo; alla sostenibilità e all’accessibilità di beni comuni basati sulla cura e sulle relazioni; a nuove forme di cooperativismo come quelle di Karditsa in Grecia; o la sfida del gruppo Sarantaporo.gr di portare una rete wireless gratuita accessibile e democratica sviluppata collettivamente in un territorio naturalisticamente impervio, sempre in Grecia. Infine il percorso politico e sociale che si è sviluppato in Italia a partire dalla campagna referendaria sull’acqua bene comune, che tutti conosciamo, e che ha fatto germinare molteplici strade con un’importante riflessione sul tema della gestione degli spazi e di come le comunità possano sperimentare nuove forme di autogoverno.
La strada per una democrazia nuova, per un’altra democrazia appunto più orizzontale e inclusiva, è certamente un percorso impervio, difficile, ma necessario: è auspicabile che ricerche come quella di Heteropolitics si moltiplichino eccedendo un ambito strettamente accademico, e che possano essere una fonte e uno spunto ulteriore per i movimenti sociali e per tutte le comunità che nel concreto, quotidianamente, praticano il bene comune spinti dal desiderio di contribuire al cambiamento.
I rapporti di ricerca e gli articoli del progetto sono disponibili sul sito heteropolitics.net.
SELF-PORTRAIT WITH A MASK If I have to give a lecture on Molière tomorrow, the best way to reflect on the relationship between myth and human is to wear a mask. We all wear masks all the time, not just in times of Covid.
AUTOPORTRAIT AVEC UNE MASQUE Ayant à donner une conférence sur Molière demain, la meilleure façon de réfléchir sur la relation entre le mythe et l’homme est de porter un masque. Nous portons tous des masques tout le temps, pas seulement à l’époque de Covid.
AUTORITRATTO CON UNA MASCHERA Dovendo tenere domani una lezione su Molière, il modo milgiore per riflettere sul rapporto rta mito e umano sia quello di indossare una maschera. Tutti indossiamo sempre una maschera, non solo in tempi di Covid.
I cosiddetti URBAN SKETCHERS, sono una rete internazionale di disegnatori che si ritrovano per la pratica del disegno di strada. Per saperne di più, urban sketchers.org. Per provare a comprendere e visitare con piacere un quartiere urbano niente di meglio che avere con sé un carnet e una penna o una matita. Quanto basta per scoprire un quartiere di grande interesse storico e architettonico. Un luogo bello e tranquillo, pieno di storia e di vita.
Vi invito a sperimentare con me la pratica del disegno passeggiando e ascoltando il mio racconto della storia del quartiere. Poco importa e anzi meglio se non sai, o pensi di non sapere disegnare.
I materiali di base li fornisco io e rimarranno con voi per avere un ricordo vivo e personale dell’esperienza.
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