Fanzines alla BNF

Free press e fanzine: la stampa alternativa in Francia, dagli anni ’60 a oggi

Vero e proprio fenomeno di massa, con i suoi codici, le sue reti di distribuzione e i suoi eventi ai margini della cultura mainstream, la stampa alternativa rimane poco conosciuta.

Apparsi a centinaia sulla scia del maggio ’68 e della controcultura britannica e americana, i giornali e i fogli indipendenti offrono a un pubblico giovane i temi che la stampa “seria” respinge – la musica pop e rock, l’ecologia, il nucleare, i movimenti regionalisti, la sessualità, lo spettacolo di strada, il femminismo, il pacifismo -, trattati con un tono iconoclasta e radicale. Charlie Hebdo, Actuel e Le Parapluie sono i portabandiera più riusciti e duraturi di un’ondata underground che ha attraversato una generazione di baby-boomers che stavano costruendo la propria cultura in alternativa all’ideologia dominante.*

*testo tratto dall’articolo della BNF : https://www.bnf.fr/fr/agenda/free-press-et-fanzines-la-presse-alternative-en-france-des-annees-1960-nos-jours

La storia dell’Arte Disegnata – Ottobre 2023

INCONTRI di STORIA dell’ARTE e ATELIER di DISEGNO.

Un ciclo di incontri realizzato in collaborazione con l’associazione ONDA CREATIVA di PADOVA


Quali storie straordinarie ci raccontano le opere d’arte? Perché e come sono state realizzate? Stefano Zago, artista, architetto e storico dell’arte, ci guida attraverso le vite e i periodi storici che hanno prodotto opere celebri e meno note.
Lo fa disegnando e invitando i suoi spettatori, esperti e non, a disegnare con lui.
In un’atmosfera conviviale e rilassante, esploreremo insieme le immagini e, disegnandole, proveremo a comprenderne il meccanismo.

Programma
(PROVVISORIO – gli incontri potranno subire delle variazioni)

orario – i lunedì dalle 20 alle 22:00
Le lezioni saranno registrate e gli iscritti avranno la possibilità di seguire o di rivedere la lezione.

1.lunedì 2 ottobre 2022PRIMA LEZIONE GRATUITA
Brevissima storia del COLORE (1) – da GOETHE agli IMPRESSIONISTI
2. lunedì 16 ottobre
Brevissima storia del COLORE (2) – da KLIMT ai SIMPSON
3. lunedì 23 ottobre
Viva i BRUNI! – dalla creatività di BRUNO MUNARI al CINEMA d’ANIMAZIONE di BRUNO BOZZETTO
4. lunedì 30 ottobre
Siamo solo noi mostri – DA HYERONIMUS BOSCH agli “YOKAI” GIAPPONESI
5.  lunedì 06 novembre
OLTRE L’EUROCENTRISMO . Come e perché si disegna “ALTROVE”


tecnica – mista/libera (matite-penne-pastelli a colori-pennarelli-inchiostro di china, quello che più ci piace…) su carta (piccolo formato) o carnet.

livello – base / sia per principianti che per esperti

Quando: lunedì
Cadenza: settimanale
Orario: dalle 20:00 alle 21:30
Prima lezione: 2 ottobre 2023
Numero di lezioni: 5 lezioni (la prima è gratuita)

Contributo
4 incontri ⎪ € 50,0

Materiali
Piena libertà, ma potete trovare qualche consiglio QUI

Feedback dall’insegnante
L’insegnante fornirà un link dove i corsisti potranno inserire le foto dei lavori. I lavori verranno corretti e commentati in diretta zoom durante la lezione successiva.
I lavori realizzati durante e dopo l’ ultima lezione sarà commentati per mail.

Modalità
Il corso si svolgerà online in diretta privata tramite la piattaforma Zoom.
Ad ogni lezione verrà fornita agli iscritti la password per accedere.
Gli iscritti dovranno essere in possesso di un dispositivo (computer o tablet) e di un collegamento veloce a internet (ADSL o fibra).
Se per qualsiasi motivo non si possa trasmettere on line, verrà indicata una nuova data.


A Parigi dal 2007, fin dalla gioventù il disegno, la pittura e lo studio della storia dell’arte sono per me una vera passione. Artista, grafico, autore di fumetti, insegnante di disegno, di storia dell’arte e architetto professionista, pratico il disegno in tutte le sue forme, dal fumetto, all’illustrazione, alle arti grafiche. Come “Urban Sketcher” (disegnatore urbano su carnet) riporto il mondo che mi circonda sui miei quaderni, inseparabili compagni di viaggio. Forte di molte collaborazioni con artisti, istituzioni e con gli.le appassionat.e.i dalle arti, considero la pratica artistica collettiva come un momento di incontro dove posso condividere le mie conoscenze.

Heteropolitics: pensare un’altra politica partendo dall’indagine sui beni collettivi

Heteropolitics: pensare un’altra politica partendo dall’indagine sui beni collettivi

Fonte: Articolo pubblicato da www.laboratorioinchiesta.it

Affiche della manifestazione – dalla pag. facebook di laboratorioinchiesta

I ricercatori del progetto Heteropolitics incontrano a Padova la Rete Beni Comuni e la cittadinanza sabato 22 gennaio 2022.

In preparazione all’incontro, un contributo scritto da Maria Desiderio, Valentina Romanin e Alessio Surian.

“Le energie di cambiamento mosse dal sistema dei beni comuni fermentano e si agitano soprattutto in due sfere del nostro presente storico. Primo, in una pluralità di lotte sociali, movimenti e iniziative civiche, che si battono per i beni comuni contro vecchi o nuovi recinti, creando attivamente nuovi beni comuni, pratiche e spazi; e spesso si coalizzano e mobilitano esplicitamente sotto il termine ombrello di “beni comuni”. In secondo luogo nelle nuove tecnologie digitali e in Internet: non solo hanno permesso la produzione di nuovi beni comuni digitali, come il software libero (Linux ecc.) e Wikipedia. Hanno generato, probabilmente, un nuovo modo emergente di produzione, che può essere in grado di innescare una transizione storica verso una società basata sui beni comuni.”
Da HETEROPOLITICS. Refiguring the Common and the Political

Heteropolitics è un progetto di ricerca collettiva euromediterranea che ha avuto luogo tra Italia, Spagna e Grecia fra il 2018 e il 2020. Si è dato l’obiettivo di affrontare l’ampio e articolato tema dei beni comuni e di come le pratiche ad essi legate abbiano un peso di reale trasformazione all’interno di sempre più rigide logiche di controllo sociale.

Il progetto si è sviluppato partendo dalla necessità di riconfigurare e ridefinire, dunque, il concetto stesso di politica: hetero in greco vuol dire proprio altra. Pensare un’altra politica partendo dall’indagine sul Common(s): i beni collettivi democraticamente condivisi e co-gestiti e il potenziale cambiamento concreto che essi comportano sono stati il fil rouge dell’intero lavoro di ricerca sia nel suo impianto teorico che in quello più concreto, costituito dal focus su alcuni casi studio presi in esame in ciascuno dei tre Paesi.

All’interno del progetto Heteropolitics, Alexandros Kioupkiolis ha analizzato i tentativi di combinare una potente capacità di azione collettiva con una politica di uguaglianza e processi decisionali inclusivi, differenziando quindi i significati e le modalità della leadership. Una questione chiave è come la leadership possa essere collettivizzata, equamente distribuita e guidata da molti e dal basso.

Kioupkiolis osserva che (a) l’approccio organizzativo chiave attraverso il quale l’attivismo contemporaneo cerca di collettivizzare il potere politico sono assemblee aperte quali sedi dei processi decisionali; (b) i media digitali contemporanei hanno permesso una tecnopolitica che rende “comune” la leadership dando alle persone comuni la possibilità di avviare, comunicare e coordinare azioni di massa indipendentemente da posizioni di leadership e da altri mezzi tradizionali di comunicazione; (c) specifici dispositivi istituzionali e pratiche organizzative possono imporre una maggiore trasparenza e sollecitare la costante responsabilità personale dei leader nei confronti delle loro comunità, che rimangono così i luoghi fondamentali del processo decisionale e contribuiscono a generare impegno in progetti collettivo di cambiamento. Tali dispositivi includono mandati determinati e vincolati, l’uso del sorteggio e della rotazione per distribuire i vari compiti da assegnare (per esempio per gli incarichi di portavoce e i ruoli di coordinamento), la revocabilità dei ruoli; (d) affrontare le asimmetrie di potere insistendo sulla chiarezza e sulla riflessività della leadership; (e) l’idea di sottoporre le proposte di politiche e di azione al consenso popolare piuttosto che imporle dall’alto; (f) la “femminilizzazione della politica” con l’empowerment e l’inclusione delle donne nella leadership politica.

Come possono contribuire i beni comuni a riconfigurare le politiche democratiche?

I beni comuni sono eterogenei, complessi e tra loro interconnessi: pur potendo dividere i beni comuni in naturali e culturali (o anche: materiali e immateriali), non va perso di vista come in ogni bene comune vi sia una doppia componente (materiale e immateriale). Per la comprensione dei fenomeni sociali e delle pratiche attuate in diverse nazioni europee è necessario che vi sia interazione tra l’ambito politico e altri approcci come quello antropologico ed etnografico.

Questa modalità caleidoscopica offre opportunità per includere nella stessa cornice esperienze molto diverse tra loro: dalla sperimentazione di pratiche sociali inclusive e auto organizzate intorno a un bisogno comune, come quelle portate avanti nel complesso contesto urbano di una metropoli come Barcellona in cui le comunità tra loro eterogenee partecipano direttamente allo sviluppo; alla sostenibilità e all’accessibilità di beni comuni basati sulla cura e sulle relazioni; a nuove forme di cooperativismo come quelle di Karditsa in Grecia; o la sfida del gruppo Sarantaporo.gr di portare una rete wireless gratuita accessibile e democratica sviluppata collettivamente in un territorio naturalisticamente impervio, sempre in Grecia. Infine il percorso politico e sociale che si è sviluppato in Italia a partire dalla campagna referendaria sull’acqua bene comune, che tutti conosciamo, e che ha fatto germinare molteplici strade con un’importante riflessione sul tema della gestione degli spazi e di come le comunità possano sperimentare nuove forme di autogoverno.

La strada per una democrazia nuova, per un’altra democrazia appunto più orizzontale e inclusiva, è certamente un percorso impervio, difficile, ma necessario: è auspicabile che ricerche come quella di Heteropolitics si moltiplichino eccedendo un ambito strettamente accademico, e che possano essere una fonte e uno spunto ulteriore per i movimenti sociali e per tutte le comunità che nel concreto, quotidianamente, praticano il bene comune spinti dal desiderio di contribuire al cambiamento.

I rapporti di ricerca e gli articoli del progetto sono disponibili sul sito heteropolitics.net.